venerdì 16 novembre 2012

Il mistero del termometro di Galileo

Non è il titolo di un romanzo, ma quello adatto per ciò che mi è capitato stamane.

Premessa: anni fa mi hanno regalato un termometro di Galileo simile a quello in foto: un cilindro in vetro di circa 30 cm di altezza con una base tonda e una punta in alto, pieno di acqua o alcol in cui sono immerse diverse palline contenenti liquido di vari colori. Il termometro è stato posizionato in uno dei piani alti della libreria (chiusa) per evitare disastri.

Stamane ero in bagno e stavo cambiando Eleonora quando sento dei rumori in un'altra stanza e chiedo ad Elisabetta cosa stia combinando. Dopo un po', lei arriva con in mano il cilindro di vetro, rotto alla base e ovviamente completamente vuoto! Già disperata al pensiero del disastro che avrei dovuto pulire e domandandomi come cavolo fosse riuscita a raggiungerlo nella libreria (ma si sa, i bambini hanno mille risorse!), ho bloccato Elisabetta in bagno dopo averle tolto di mano quello che rimaneva del termometro mentre finivo di cambiare Eleonora, poi le ho messe in salvo sulle scale (cancelletto chiuso) mentre cercavo il punto dell'impatto. Il vero problema è nato quando mi sono resa conto che non riuscivo a trovarlo!
Niente vetri per terra, niente liquidi, nessuna pallina, intera o rotta che fosse. Ho cercato dappertutto: in salotto, sala, cucina, sotto i tavoli e dentro i cassetti, nei lavandini e negli scatoloni di giochi, ma nulla! A quel punto ho pensato: magari il danno è successo in un momento in cui io non c'ero, qualcun altro ha pulito e si è dimenticato (dove???) il cilindro in una posizione raggiungibile dalle bimbe (delinquente!). Dato che ieri pomeriggio sono stata alla riunione delle catechiste di quarta e a casa è rimasto mio marito, l'ho chiamato in ufficio, ma lui non ne sapevo nulla: "Prova a chiedere a mia mamma o a tua mamma" è stato il suo suggerimento, così ho chiamato prima la mia: "Ho presente il termometro, ma non si è rotto mentre ero io lì" e la sua "Non so proprio di cosa tu stia parlando, una volta ho trovato una scheggia di vetro in cucina" ma lì si tratta probabilmente di uno dei tanti bicchieri caduti...
Ora, per come la vedo io, ci sono solo due possibilità:

  • il mio alzheimer galoppante ha subito un'accelerazione se non ricordo neanche di aver rotto il termometro, di aver pulito tutto il disastro che ne poteva essere venuto fuori e ho pure lasciato in giro il pezzo più grosso;
  • si è formato un buco nero che ha risucchiato i pezzi del termometro, lasciando solo il più grosso.
Ora mi rendo conto che voi lettori sicuramente propenderete per la prima possibilità, ma io, incomprensibilmente, spero nella seconda e a questo punto mi domando: ma il buco nero si è creato con la rottura del termometro? Oppure si è trattato di un passaggio spazio-temporale? In questo secondo caso, dove saranno finiti quei resti? C'è la possibilità che ricompaiano senza preavviso?
buco nero

In ogni caso oggi, mentre le bimbe dormiranno, pulirò casa: non si sa mai che, nel disordine imperante, non sia riuscita a vedere i resti del termometro...

PS: ho appena ricevuto una telefonata di mio marito che mi chiedeva il risultato delle indagini. Il suo commento è stato: "Se credi alla resurrezione di Gesù, puoi anche credere ai fantasmi o ai buchi neri...". Blasfemo! :-D


Cos'è il termometro di Galileo

Il termometro di Galileo o galileiano è composto da un cilindro di vetro ripieno di alcool in cui sono immerse piccole ampolle di vetro contenenti un liquido colorato. Ogni ampolla ha attaccata un'etichetta di metallo leggero con indicata una temperatura diversa che corrisponde alla temperatura che deve esserci nell'ambiente in cui il termometro viene posizionato affinché quell'ampolla cominci a galleggiare. 
Al variare della temperatura infatti, varia anche la densità del liquido  in cui sono immerse le ampolle e quindi varia la spinta di Archimede che le spinge verso l'alto: a seconda della densità del liquido presente nelle diverse boccette, esse galleggeranno o meno. Se volete saperne di più potete leggere per esempio qui.

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