domenica 2 novembre 2014

Figli

Ho appena finito un romanzo che mi ha prestato un'amica (grazie Simo!) che non è esattamente il mio genere, ma che merita. Si intitola "Non so niente di te" di Paola Mastrocola.
Si potrebbe definire un romanzo di formazione "familiare". E' la storia di come Filippo Cantirami, giovane brillante studente di economia, capisce che quella che sta percorrendo non è la sua strada e come, dopo un tortuoso percorso, riesce a trovare quello che davvero vuole dalla vita. Ed è anche la storia di come i suoi genitori (e sua zia) scoprono questo percorso e come tale scoperta fa crescere anche loro.
Ma soprattutto è un romanzo che indaga il rapporto tra genitori e figli, le speranze, i sogni, i sottili ricatti che si creano tra persone che fondamentalmente si vogliono bene e vogliono l'uno il bene dell'altro. E' un libro che parla di inganni e auto-inganni, di come ci si possa illudere di conoscere chi ci sta vicino, addirittura di come sia difficile capire se stessi e cosa si vuole davvero.

Cosa mi è piaciuto

"Cosa ti devo dire? Non hai nessuna colpa, hai fatto tutto bene, sei stato un bravo padre, sì. Hai voluto sempre il meglio per me. Ma forse è proprio questo, papà. Nessun genitore deve volere il meglio per suo figlio. E sai perché? Perché non lo sa. Un genitore non sa cos'è il meglio per suo figlio, Non lo può sapere, come potrebbe? E' Dio? Legge nella sfera di cristallo? No, è solo un genitore. E allora dovrebbe starsene a guardare e basta, in silenzio e con grande calma."
Di riflessioni di questa profondità è pieno questo libro. E non solo sui rapporti tra genitori e figli. E scusate se è poco.