giovedì 14 febbraio 2013

Le api sono giapponesi

No, non sono impazzita e non ho conoscenze particolari di apicultura, era solo un esempio di salti mentali che a volte il mio cervello fa.

Questa frase particolare mi era uscita fuori mentre passeggiavo con un mio amico all'indomani dell'11 settembre 2001:
...stavo riflettendo sui terroristi che si facevano esplodere o, come in quel caso, avevano addirittura preso degli aerei e li avevano fatti schiantare su dei grattacieli....
.....poi ho pensato ai kamikaze giapponesi che lo facevano nella seconda guerra mondiale contro gli americani...
...l'immaginare questi aerei in picchiata sui nemici mi ha fatto ricordare il comportamento delle api quando capiscono che sono attaccate o che viene attaccato il loro alveare...
...così mi è venuto in mente che anche nel loro modo di vivere le api somigliano un po' ai giapponesi, o almeno a come ci vengono raccontati: case piccolissime, vita standardizzata, poco interesse per il singolo a vantaggio del gruppo (sia esso scolastico, aziendale o statale)...

e mi è uscita quella frase che ha lasciato un po' stranito il mio amico.



Allo stesso modo l'altra notte mi è venuto in mente che Ungaretti poteva diventare un grande pubblicitario...

Tutto è nato perché avevo nel mio letto mia figlia Elisabetta che, non paga si aver ottenuto di poter dormire nel lettone, voleva anche stare con la testa sulla mia spalla, abbracciata a me: ogni volta che riuscivo a svincolarmi, girarmi su un lato e appisolarmi, lei, con la sua piccola manina, mi prendeva la spalla e tirava finché non riusciva a farmi voltare: a quel punto si rimetteva nella posizione che preferiva.  E io ogni volta passavo dall'odio per essere stata svegliata, all'amore per una trottolina che voleva solo appiccicarsi alla sua mamma... Così mi è venuta in mente la poesia di Catullo:
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
che più o meno significa:
Ti odio e ti amo. Forse ti chiederai perchè io lo faccia.
Non lo so, ma sento che accade e mi tormento
Non è che sappia a memoria le poesie di Catullo, ma questa è cortissima ed è l'unica che abbia mai imparato in latino (ma con tutti gli accenti sbagliati, giusto per non smentirmi).

A quel punto la mia mente ha cominciato a vagare saltando da una poesia all'altra, e ovviamente solo poesie altrettanto corte (mai stata brava a imparare le poesie a memoria... ), e non potevo non pensare ad Ungaretti, con le sue "Mattina" e "Soldati": cortissime eppure così... come dire? Complete! Non so voi, ma dopo aver letto "Soldati" ho pensato non ci potesse essere un altro modo migliore del suo per descrivere come si vive quella condizione:

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.

E non so come, ho pensato "Chissà quanto potrebbero pagare un pubblicitario con questa capacità di sintesi!".

Lo so, lo so, sono quasi blasfema... :-D

E a voi non capita mai di passare così, di palo in frasca?

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