mercoledì 14 novembre 2012

"Niceville" di Carsten Stroud


Nella bella cittadina di Niceville c'è una percentuale di sparizioni cinque volte superiore alla media nazionale delle cittadine di quella grandezza. Ed è così da quando esiste un archivio che registri questi avvenimenti. L'ultimo caso riguarda un ragazzino di dieci anni, Rainey Teague, figlio adottivo di una delle famiglie più in vista e più antiche di Niceville, una delle quattro famiglie fondatrici. Ad indagare sulla faccenda si ritrova il detective Nick Kavanaugh e sua moglie Kate, anche lei erede di un'altra delle famiglie fondatrici: i Walker.
Già il padre di Kate, il professor Dillon Walker, aveva cominciato ad indagare, e aveva smesso quando sua moglie era morta in un incidente stradale: da quel momento non aveva più voluto parlare dell'argomento.

Il romanzo parte da questo rapimento per raccontare una storia piuttosto complessa cominciata un centinaio di anni prima, una storia in cui si intrecciano amore, onore e morte, ma soprattutto spirito di vendetta. Una storia in cui l'elemento soprannaturale, localizzato in un cratere pieno d'acqua al centro di un bosco su un altopiano alle spalle di Niceville, la fa da padrone.

Cosa mi è piaciuto


martedì 13 novembre 2012

Catechismo: sesta scheda

Abbiamo cominciato l'incontro con la canzone "Ti chiedo perdono":

Ti chiedo perdono, Padre buono, per ogni mancanza d'amore, per la mia debole speranza, e per la mia fragile fede. Domando a te, Signore, che illumini i miei passi la forza di vivere, con tutti i miei fratelli, nuovamente fedele al tuo Vangelo.


Abbiamo quindi letto la parabola del figliol prodigo, che in realtà si chiama "Parabola del Padre misericordioso" e vedremo come mai.
Il brano è tratto dal Vangelo di Luca 15, 11-32  e la scheda distribuita è la seguente:

lunedì 12 novembre 2012

L'altra sera andando a spasso

Stasera sono andata all'assemblea dei genitori della scuola elementare. Ora torno a casa e trovo questo post scritto da mio marito per il mio blog, e lo pubblico di filato :-D



Ah la stitichezza !
La stitichezza (detta anche Stipsi) è un'acuta forma di timidezza e introversione che affligge milioni di individui in tutto il mondo, costringendoli a tenersi tutto dentro.
La stitichezza è un disturbo subdolo e infingardo che non si presenta subito in tutta la sua essenza, ma col passare del tempo ci porta alla piena consapevolezza dell'ineluttabilità di trascorrere alcuni minuti di passione.

A voi non è mai capitato di attendere con ansia il momento della liberazione ?A me sì. Ed il mio stato d'animo è perfettamente espresso dalle parole del poeta, che sovente mi ritrovo a declamare:


L'altro giorno andando a spasso
in su i riv del Lagh Maggior
respirando l'aria pura 
cont i sò graditi odor
m'è vegnúuu l'ispirazion 
ma de lassà giò i calzon 
o che gioia o che piacere o che cuccagna 
cagà in campagna! 
O che gioia o che piacere o che cuccagna
cagà in campagna!


E voi ? Che ne pensate cari lettori ?

domenica 11 novembre 2012

Letture

Ieri sera sono venuti a trovarci degli amici (à propos, la crostata è già finita! ;-) ) che mi hanno gentilmente portato un paio di libri in prestito: evviva!

Come ho già scritto qui, ho sperimentato il programma kindle di Amazon sul mio pc, scaricando dei libri gratuiti: ho letto "Storia di una capinera" di Verga (ma quanto è deprimente? D'altra parte anche io mica potevo aspettarmi qualcosa di diverso, a pensarci bene...), il primo capitolo di un libro per imparare l'inglese, "Lost in Italy" (carino, ma tanto io non lo imparerò mai :-( ) e un "romanzaccio" d'amore, "La sposa di Salt Hendon" (niente di eccezionale, ma leggibile: ne ho letti di peggiori pagandoli, questo almeno è gratuito!).
Il prodotto della Amazon è abbastanza intuitivo e, soprattutto per il libro di inglese, ha qualche funzione utile (grazie alle note ho potuto svolgere gli esercizi direttamente, per esempio). Adesso devo convincere mio fratello a prestarmi il suo kindle per vedere come mi ci trovo: magari alla fine me lo faccio davvero regalare per Natale. ;-)

Comunque al momento sono tornata alla carta grazie a questi due prestiti: "La fine del mondo storto" di Mauro Corona (autore che ho scoperto grazie a mio marito e che mi piace abbastanza) e "Niceville" di Stround Carsten (mai sentito). Al momento ho cominciato quest'ultimo: non è scritto male e ci sono delle immagini che ho anche trovato originali (riferendosi ad un poliziotto grande e grosso, dice che possiede un suo campo gravitazionale: non rende tantissimo l'idea?), però non mi ha ancora convinto del tutto: mi sembra si ispiri a Stephen King, ma il risultato è più simile a Faletti (che comunque non disprezzo).


Vi dirò quando arrivo in fondo: il finale di un libro può fare la differenza!

Ho pensato sarebbe carino (per me!) dedicare un post a settimana ad un libro, cosa ne pensate? Se volete consigliarmene qualcuno, mi farebbe piacere :-)

PS: sto scrivendo questo post in camera delle bimbe, con la musica accesa, aspettando che Eleonora si addormenti... grazie al cielo c'è la tecnologia!!! :-D

sabato 10 novembre 2012

Crostata con la marmellata

Sono anni che non faccio più la crostata, perché mio figlio ama solo la torta margherita (ne faccio almeno due a settimana perché ce la mangiamo a colazione con il the) e in fondo mi va bene così perché è molto più veloce da preparare. Però l'altro giorno ero al supermercato e ho avuto questo impulso irrefrenabile e ho comprato 2 tipi di marmellate diverse: fichi e albicocche.

Oggi ero particolarmente scazzata, così mio marito mi ha detto: "Perchè non ci provi?", così sono andata a cercare la ricetta per sapere le dosi, quindi mi ci sono messa e questo è il risultato:


Poi vi dico se è anche buona :-)

Anni fa mi dilettavo a fare le crostate con la crema pasticcera e la frutta; una variante interessante è aggiungere il cioccolato fuso alla crema pasticcera: il risultato è ottimo! Chissà se Andrea l'apprezzerebbe :-§
Oppure ho una ricetta di mia nonna per una crostata con un ripieno di pesche sciroppate e una crema di mandorle: favolosa! Anche quella sarebbe da riprovare...

Va be', per il momento mi accontenterò di questa, poi vedremo :-)

E voi che dolci amate?

venerdì 9 novembre 2012

Essere casalinga.

Sono casalinga da 2 anni e mezzo ormai, anche se ufficialmente mi sono licenziata poco più di un anno fa (e sono riuscita ad avere l'ultima rata del TFR solo all'inizio di ottobre!) e da quando lo sono ho notato che c'è un dibattito sempre più acceso intorno alla mia condizione. 

In pratica ci sono due partiti opposti: chi ritiene la casalinga una mantenuta più o meno nullafacente, e chi invece ritiene che essere casalinga sia una faticaccia. Il bello è che nel primo gruppo ci sono sempre e solo donne (non necessariamente con figli) che lavorano, il secondo è invece più trasversale.


Proprio stamane ho incontrato la mamma di un'amica, con la nipotina di quasi due anni: questa signora ha ormai 70 anni, ha cresciuto quattro figli e tirato su quattro nipoti: le due figlie, che vivono con le rispettive famiglie nella stessa grande casa (tre appartamenti separati), hanno in comune anche un negozio che le tiene occupate dal martedì al sabato per 11 mesi l'anno (a dicembre anche la domenica).

giovedì 8 novembre 2012

Feste di compleanno

Ieri ho portato mio figlio Andrea ad una festa di compleanno: è la terza nell'ultimo mese e mezzo e ce ne sarà un'altra già settimana prossima.

Adesso funziona così: si invitano tutti i compagni di classe in un posto che offre uno spazio più o meno attrezzato in cui i bambini possano giocare e fare merenda insieme: può essere un parco giochi all'aperto o al coperto, un bowling (come nel caso di ieri) o altro, l'importante è che ci sia spazio a sufficienza, dei giochi e dei tavoli. In alcuni casi viene anche preso un intrattenitore che con giochi di magia, palloncini e attività organizzate intrattenga i bambini (le mie sorelle lo hanno fatto per alcuni anni).

E' chiaramente una manna per chi vuole fare la festa di compleanno per i figli, ma non ha abbastanza spazio in casa o non vuole dover sistemare tutto prima e dopo l'arrivo del tornado-bambini. E sicuramente è un'attività che attualmente ha un buon giro di affari.

Nella mia ancora scarsa esperienza no ho già visti diversi, con caratteristiche differenti:

mercoledì 7 novembre 2012

E Obama ha vinto di nuovo!

Come buona parte degli italiani ho seguito le elezioni americane (siamo proprio una colonia, non c'è che dire!) tifando per Obama. Eh sì che quando, alle primarie di quasi 5 anni fa, si sfidarono una donna e un nero, ero convinta che i democratici avessero deciso di perdere le elezioni nonostante i due catastrofici mandati di Bush! Quattro anni fa ci pensò la crisi a dare una mano ad Obama, che riuscì a far sognare agli americani (e anche a tutti noi altri) un futuro più roseo. Dopo quattro anni l'impresa era più difficile, ma direi che l'alternativa non era esattamente allettante.

Ricordo che quattro anni fa, ancora ignara del risultato delle elezioni, salii in macchina e accesi la radio (ascoltavo sempre Radio NumberOne perché c'era, e c'è ancora, il mio speaker preferito: Emilio Bianchi). Sentii leggere un messaggio di un italo-americano affranto per il risultato dello spoglio elettorale, che pronosticava catastrofi immani per gli States e il resto del mondo. Io ero esterrefatta: non potevano aver vinto i repubblicani! Non era possibile! :-D E' proprio vero che tutto è relativo!

Quest'anno è sicuramente stata fondamentale Michelle Obama: quella donna è una potenza! Ha un'energia positiva che riesce a trasmettere anche solo col sorriso. Chissà se, come dicono, sarà la prossima Hillary Clinton: spero di sì per gli States. 

Ma soprattutto, chissà se noi avremo mai un candidato premier tanto carismatico!

Dal corriere.it

Settimana eucaristica e il nuovo parroco

Questa è la settimana eucaristica e tutte le classi di catechismo hanno interrotto quanto stanno facendo per fare un incontro di adorazione eucaristica in chiesa.

Premetto che a me infastidisce un po': trovo che l'adorazione eucaristica possa essere qualcosa di estremamente bello e profondo, un modo per sentire davvero la vicinanza con Dio, ma dovrebbe forse essere preparato e spiegato diversamente, non posto a metà di un cammino senza alcun collegamento con ciò che si fa prima e con quello che seguirà. 

Comunque la cosa positiva è che non dobbiamo organizzare e tenere noi catechiste questo incontro, ma ci pensano i sacerdoti.

martedì 6 novembre 2012

Peppa Pig docet!

Le mie bimbe sono fanatiche di Peppa Pig, in particolare Elisabetta, ma non pensavo che la loro passione potesse portarle a imitarla! :-D

Oggi, visto il bel tempo,sono andata con loro a piedi al parchetto vicino casa: ho messo loro le galoche (gli stivaletti per la pioggia) perché immaginavo che l'erba sarebbe stata fradicia, vista la pioggia di stanotte, ed è stata una fortuna!



lunedì 5 novembre 2012

Se il buongiorno si vede dal mattino...

...la buonanotte si vedrà dalla sera, immagino!

E ieri sera non è stata una buona serata :-(

Prima di tutto abbiamo finito le polpette con la salsiccia (se ne avessi conosciuto le conseguenze non le avrei mai fatte!). Alle 20.30, come al solito, ho messo a nanna i bambini, ma Eleonora non ne voleva sapere: si è addormentata dopo le 22, e fin qui pazienza. Ma a mezzanotte si è risvegliata: 'sti maledetti denti! Non riusciva ad addormentarsi e io ho passato un'ora ad alzarmi, andare da lei, farla bere un pochino, rimetterla a letto, tornare nel mio letto, rialzarmi e ricominciare da capo.

Ad un certo punto l'ho messa nel mio letto e mi sono sdraiata maledicendo le polpette che stavano danzando nel mio stomaco, quando un urlo mi ha fatto precipitare fuori dal letto: "Aiuto!" Caracollo in camera di mio figlio, che si sveglia di soprassalto: "No, niente, stavo sognando..." e intanto sento Eleonora che piange nel mio letto: ritorno in camera, la calmo e intanto sento che il mio stomaco non ne può più: mi sa proprio che devo risolvere la questione in bagno. 

Ora mi chiedo: ma come fanno i bulimici? O gli antichi romani ai banchetti? Possibile che davvero vomitassero per poter poi ricominciare a mangiare? Io non ce la farei mai! A parte lo stomaco che rimane infastidito, a me brucia la gola in una maniera pazzesca. E, come se non bastasse, mi si sposta la mascella! Vi è mai capitato? Non so bene che cavolo succeda, ma è come se non riuscissi più ad aprila bene e mi fa veramente male. Anche quando riesco a risistemarla, mi resta il fastidio per diverse ore (e tutte le volte penso: certo che il corpo umano è davvero un meccanismo miracoloso: pensa come funziona meravigliosamente bene per la maggior parte del tempo e quanto poco basti per incasinarlo!). 

domenica 4 novembre 2012

Passerotto non andare via...

Nessuno che conosca mio marito potrebbe pensare di chiamarlo "passerotto", però è appena uscito per andare in Algeria, solo per pochi giorni, e a me è venuta in mente l'incipit di "Sabato pomeriggio" di Baglioni (ok, è domenica oggi, ma non facciamo troppo i fiscali).



Tra l'altro ho appena scoperto che è del 1975, anno di nascita del "mio" passerotto! :-D

Non credo di essere dipendente da mio marito (a parte le questioni finanziarie, al momento), però quando parte per andare via per lavoro mi coglie sempre un po' di tristezza, di sera faccio più fatica ad addormentarmi nel letto vuoto... e i figli non sono un buon surrogato! ;-)

sabato 3 novembre 2012

Sono fatti miei...


Vi è mai capitato di chiedervi se è il caso di parlare oppure no? 

Ho una coppia di amici che si è mollata e ripresa diverse volte. Io, essendo amica di entrambi, ogni volta che si lasciavano, li consolavo (separatamente, of course!) e cercavo di convincerli a voltare pagina: non ho mai creduto molto nelle "minestre riscaldate". Poi regolarmente loro si rimettevano insieme e io rimanevo un po' imbarazzata... e non vi dico come ci sono rimasta quando mi hanno chiesto di fare la loro testimone di nozze!   :-O 
Comunque il matrimonio ha fatto loro bene: poi non si sono più mollati! ;-)

Da quel momento ho cercato di evitare di prendere posizioni troppo nette, anche se non sempre ci sono riuscita: una delle mie più care amiche si innamorò per esempio di un animatore di un villaggio a Santo Domingo, e ne successero di tutti i colori (prima o poi devo scrivere un libro su quella ragazza), cosicché ad un certo punto cercai di convincerla a troncare i rapporti con lui... ovviamente ora sono felicemente sposati e hanno due bambini! Che occhio che ho, eh? :-D

Capite bene che adesso faccio un po' fatica a esporre le mie idee, o almeno evito di sembrare troppo convinta anche quando mi viene esplicitamente chiesto un parere. Il problema nasce quando il parere NON mi viene richiesto!

Per esempio, voi cosa fareste se aveste seri indizi che la ragazza del vostro miglior amico lo tradisce? Parlare o non parlare? Mettergli qualche dubbio? Parlare con lei? Quando mi è capitato ho lasciato perdere, cercando solo di essere più presente per lui, nel caso avesse bisogno. Ma a posteriori ancora non mi sento del tutto sicura di essermi comportata correttamente.

Oppure se pensaste che una coppia di vostri conoscenti ha qualche problema: alcol, droga, gioco... provare a tastare il terreno, chiedere, far finta di niente? Beh, se si tratta di amici-amici io proverei a parlarne, andandoci cauta... ma se negassero anche l'evidenza? Qual è il limite invalicabile anche per un'amicizia? 

E se invece non fossero amici-amici, ma quelle persone che ogni tanto si frequenta senza mai andare troppo in profondità? 
Il buon senso mi dice di tacere, che non sono fatti miei, che magari sto sbagliando alla grande e potrebbero pure offendersi... il cuore invece si chiede se non possa servire anche questo, che una quasi-sconosciuta si mostri disponibile a parlarne, per aiutare chi ha una difficoltà. 

giovedì 1 novembre 2012

Eravamo tre amiche al bar...

In realtà eravamo tre amiche al liceo, ma così il titolo mi richiamava la canzone di Gino Paoli :-)

Eravamo tre amiche al liceo con tante idee in comune e un'educazione simile e adesso siamo un'architetto, una ricercatrice in ingegneria meccanica e io matematica "a riposo": tre mamme con nove figli in tutto, di cui due "in cantiere" (io non c'entro, ho già dato! :-D ).

Che meraviglia!

Quando mi ha chiamato l'architetto, informandomi della gravidanza, le ho detto che alla prossima rimpatriata non potrò più invitarli nella mia taverna perché ci si sta al massimo in quattordici, lei ha giustamente detto: vorrà dire che ci vedremo senza le famiglie: geniale! Quasi quasi propongo loro una bella sessione alle terme (bhe, dopo che avranno partorito e finito l'allattamento, of course!), in fondo noi mamme abbiamo diritto ogni tanto ad un po' di riposo, no? ;-)