mercoledì 18 giugno 2014

Fine di un amore

Non avrei mai pensato di avere a che fare con te. Ero all'antica, io. 
E' stata colpa di quel tappeto, che neanche volevo, per altro, ma me lo sono trovata in casa e metterlo via mi pareva brutto (poi l'ho fatto, quando è nato mio figlio, ma ormai eri entrato nella mia vita). 
Quando ti ho visto, ho capito subito che eri il più sfigato di tutti, pesante, ingombrante, eppure eri più che sufficiente, per me.
Mio marito ti ha apprezzato più di me, fin da subito, io invece ti ho lasciato in un angolo per anni. Poi è arrivata Marinella ed è stata lei ad assicurarmi che senza di te lei non avrebbe saputo come fare.
Si sa, quando un'altra donna parla bene di qualcuno o di qualcosa, la nostra curiosità si accende e a poco a poco ho cominciato a rivalutarti, prima per i piccoli problemi quotidiani (un bicchiere di vetro rotto, le formiche che invadono la cucina...) poi sempre più spesso, fino a non poterne più fare a meno. 
Certo, qualche volta ti ho tradito, ma raramente, ammettilo. 
E poi oggi, quando avevo più bisogno di te, mi hai lasciato da sola. Ti sembra carino? Io già pensavo ad un pomeriggio insieme, sudando e sbuffando, ma alla fine soddisfatti per quanto fatto. Devi esserti spaventato: troppo impegnativo, troppo faticoso, troppo difficile. E mi hai mollato, così, da un momento all'altro. Un attimo prima pimpante e veloce (con Marinella!), un attimo dopo finito, senza vita, tra le mie mani.


Stronzo di un aspirapolvere!



PS: conto ancora che mo marito, l'ingegnere, riesca a resuscitarti stasera... 

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